Viterbo
Situata sulle prime pendici dei Monti Cimini e distesa a ovest verso la pianura maremmana. La città ha un vasto centro storico di
origine medioevale cinto da mura, circondato da quartieri moderni, tranne che a sud-ovest, dove si estendono zone archeologiche
e termali (necropoli di Castel d'Asso, sorgente del Bullicame).
Viterbo è nota come la "Città dei Papi": nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 24 anni ilPalazzo dei Papi
di Viterbo ospitò o vi furono eletti vari Papi. Papa Alessandro IV decise nel 1257 il trasferimento della Curia Papale a Viterbo
a causa del clima ostile presente a Roma; il soggiorno papale durò fino a quando papa Martino IV, appena eletto (22 febbraio 1281),
allontanò definitivamente la corte pontificia da Viterbo. La città è famosa per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e spettacolare
manifestazione che si svolge ogni anno il 3 settembre in onore della Santa patrona: una struttura alta 30 metri e del peso di 52 quintali, viene portata
a spalla da cento uomini, i facchini, per le vie abbuiate della città.
A Viterbo hanno sede l'Università della Tuscia, istituita il 18 aprile 1979, il comando nazionale dell'Aviazione dell'Esercito, la Scuola Sottufficiali
dell'Esercito e la Scuola Marescialli dell'Aeronautica Militare.
Poco distante da piazza del Duomo si estende il vecchio quartiere medievale, conservato quasi integro, di San Pellegrino: qui si incontrano numerose
case dotate di proferlo, la scala a vista tipica dell'architettura viterbese. Interessante anche la piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dai Viterbesi come
"Piazza del Comune" dove hanno sede il Municipio e la Prefettura. Alla fine del Corso, in cima alla salita che parte da Piazza Verdi, sorge la chiesa di
Santa Rosa, edificata su una piccola altura accanto alla cosiddetta "Casa della Patrona di Viterbo". Degni di menzione anche la Piazza della Rocca, Piazza Fontana
Grande, la torre del Branca detta della Bella Galliana vicino alla Porta Faul, le mura con le 2 porte principali (Porta Romana e Porta Fiorentina).
Antichissima è la chiesa di San Silvestro.
La chiesa di Santa Maria Nuova è una delle più antiche di Viterbo: risale, infatti, al 1080. Fu edificata sui resti di un tempio dedicato a GioveCimino,
la cui testa scolpita (che molti credettero in passato raffigurasse Gesù) si sporge sopra il portale. In un angolo esterno dell'edificio, figura un pulpito
in pietra cui si accedeva tramite una scala di legno. Da esso, secondo la leggenda, avrebbe predicato, nel 1266, San Tommaso d'Aquino: in realtà le
ridottissime dimensioni del pulpito non risultano compatibili con la ben nota mole del grande santo domenicano, il cui ciclo di prediche del 1266,
voluto da papa Clemente IV, si tenne con ogni probabilità dentro la chiesa. All'interno è conservata una collezione di pittura viterbese del periodo
che va dal XIV al XVI secolo. Nella navata di sinistra, in fondo, si trova un pregevoletrittico bizantino del 1180 di cuoio che raffigura il Cristo.
Le navate laterali presentano un soffitto retto da capriate lignee e decorato da formelle in ceramica. Nel Battistero da notare l'affresco con i
Santi Giovanni Battista, Girolamo e Lorenzo, di Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura, affine per alcuni aspetti ad Antoniazzo Romano
e per altri al Perugino. A un lato dell'altare maggiore, è posto un ingresso all'anticacripta paleocristiana. Una scala posta all'esterno dell'abside
conduce ad un chiostro, erroneamente definito "longobardo". Il chiostro è rimasto sepolto e sconosciuto fino agli anni ottanta
(non esistevano riferimenti o testimonianze che ne suggerissero l'esistenza), finché il crollo di un'ala del refettorio non ha condotto alla sua scoperta.
Fuori dal centro ma sempre nel territorio comunale importantissima è la Necropoli di Castel d'Asso, la prima ad essere scoperta cronologicamente, e si
suppone a suo tempo la più vasta. A due chilometri da Viterbo, uno dei più notevoli esempi di arte rinascimentale italiana: la Basilica della Madonna
della Quercia, primo monumento nazionale viterbese; sulla facciata maestosa si possono ammirare tre lunette di Andrea della Robbia, all'interno
della chiesa pitture di fra Bartolomeo della Porta, soffitto a cassettoni della navata centrale, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane,
tempietto di Andrea Bregno. Nella frazione di Bagnaia importantissima è la Villa Lante, definita dal Sitwell: One of the most beatiful places in the world.[5]
Particolari della città sono anche le numerose gallerie sotterranee scavate nel tufo, che mettono in comunicazione gran parte degli edifici del
centro storico. Oggi sono utilizzate come cantine; sono state utilizzate ancora nella seconda guerra mondiale come rifugio della popolazione
durante i bombardamenti aerei che colpirono duramente la città nel 1943-44.
Da non dimenticare infine il grandioso Presepe, oggi presso il Museo Civico, opera del pittore viterbese del XV secolo Antonio del Massaro, detto il Pastura.